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Famiglia è Futuro e Valdegamberi in piazza contro il DDL Zan sull’omofobia

Comunicato stampa congiunto Filippo Grigolini (Famiglia è Futuro) e Stefano Valdegamberi (consigliere regionale)

DDL ZAN OMOFOBIA: una proposta di legge liberticida che discrimina i cittadini minandole libertà fondamentali costituzionalmente garantite.

Sabato 11 luglio 2020 alle ore 11,00 andiamo in piazza dei Signori a Verona con “RESTIAMO LIBERI!”per tutelare la nostra libertà!

Verona, giovedì 9 luglio  2020

«Nonostante milioni di famiglie e imprese siano in crisi e fiscalmente vessate, cosa che dimostra come le vere emergenze siano ben altre, la sinistra maggioranza PD-5 STELLE-LEU, pone il Paese di fronte ad un punto di svolta drammatico con una proposta di legge di chiara matrice ideologica, del tutto inutile sul piano pratico e legale, poiché́ gli omosessuali e i transessuali godono, come tutti, degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignità̀ personale, elementi già previsti all’articolo 3 della Costituzione» ha dichiarato Filippo Grigolini presidente di “Famiglia è Futuro”.

«L’Italia non è un paese omofobo, ma tollerante e inclusivo.» Ha proseguito Grigolini «Secondo i dati ufficiali rilasciati dall’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori, nel periodo 2010-2018, sono stati segnalati appena 197 casi di discriminazione per orientamento sessuale e 15 per discriminazione dovuta ad identità di genere, per un totale di 212 e con una media insignificante, rispetto ad altre vere emergenze, di 26,5 casi all’anno. Per queste ed altre ragioni aderiamo convintamente alla manifestazione di sabato 11 luglio, in piazza dei Signori e altre 100 piazze d’Italia, organizzata dal movimento Restiamo Liberi»

Dello stesso parere il consigliere regionale Stefano Valdegamberi che ha rincarato e specificato: «Siamo alla follia: in famiglia non sarà più possibile insegnare ai propri figli che un bambino nasce da un maschio e da una femmina, impedire che a scuola subisca corsi gender o sostenere liberamente che la famiglia naturale è composta da un uomo e una donna: pena la reclusione fino a 6 anni di carcere, multa fino a 6000 euro, il ritiro della patente, coprifuoco serale dopo la pena, attività sociali gratuite a favore delle associazioni LGBTQ e divieto di attività politica».

«Se i due Presidenti precedenti, della Sicilia e la Puglia, sono già stati eletti, pur essendo omosessuali dichiarati, pubblicamente conviventi con i rispettivi partner e, in un caso, con figli comprati all’estero, come possiamo dire che vi sia discriminazione? Questo disegno di legge va ritirato senza se e senza ma». Ha concluso il Consigliere Regionale.

Claudio Corradi, del direttivo nazionale dei Giuristi per la Vita ha aggiunto:  «questa proposta di legge finirà per limitare libertà fondamentali, come quella di opinione, di credo religioso, di insegnamento, di educazione, di stampa e di associazione, su cui si fonda lo Stato democratico disegnato dalla Costituzione. È lasciata volutamente generica la definizione del nome del disegno di legge che pretenderebbe di punire “atti di discriminazione” e l’istigazione di tali atti. E in assenza di specificazioni, qualsiasi differenza di trattamento, in qualunque ambito, costituirà discriminazione e sarà quindi sanzionata penalmente. Non è punita la discriminazione in sè, ma la “discriminazione per motivi fondati sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. Ciò significa che la differenza di trattamento – in qualunque ambito – porterà ad una condanna se il giudice vi ravviserà i motivi che hanno spinto il soggetto a compierla, vale a dire le convinzioni personali».

Famiglia è Futuro – Verona

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