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La qualità della vita a Verona – l’indagine 2020

di Berardo Taddei – dicembre 2020

QUALITÀ DELLA VITA A VERONA

Italia Oggi, il quotidiano di proprietà di Class Editori, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e Cattolica Assicurazioni, ha presentato la 22° edizione dell’indagine Qualità della Vita 2020.
Ne esce una fotografia di Verona che si posiziona al 6° posto della classifica complessiva dalla 23° posizione dell’anno precedente.
Ma vediamo nello specifico quali sono i punti di forza e quali gli ambiti da migliorare. Si sa, tutte le indagini hanno una componente soggettiva; a noi piace l’oggettività dei numeri che possono dare evidenza di un trend migliorativo o suggerire i comportamenti da adottare per invertire una rotta.
Innanzitutto specifichiamo che quest’anno la classifica tiene conto di tre indicatori che implementano il capitolo della sicurezza sociale sulla mortalità e sull’incidenza dei casi registrati di Covid-19.

AFFARI E LAVORO
Verona si colloca al 10° posto (precedente 9°) confermando l’ottima collocazione geo-fisica di crocevia tra l’asse italo-tedesco e quello est-ovest e la dinamicità del tessuto economico e finanziario. Il tasso di occupazione è al 69,76% (11°posto) evidenziando che nonostante la crisi le opportunità lavorative non mancano.
La dimensione associata positivamente con la qualità della vita ci dà 639,84 punti (16°posto) con Milano che fa benchmark con 1.000 punti.
Peggioriamo notevolmente invece nell’elenco dell’importo medio dei protesti per abitante passando al 54° posto (prec. 27°) che indica un incremento della difficoltà economica nella parte bassa del tessuto sociale che già faticava ad essere regolare nel mantenere i propri impegni.
Il Numero di start-up e Pmi innovative sale a 205,65 mantenendoci al 18° (prec. 19) confermando la creatività imprenditoriale veronese.
Migliora notevolmente, invece, il tasso di disoccupazione a 4,62 collocandoci all’ 8° posto (prec. 36°): se in Italia il lavoro è un’emergenza, a Verona, con volontà e impegno, si riesce a cogliere maggiormente le opportunità offerte.
Sono attive 103,58 imprese ogni 1.000 abitanti (stabili rispetto il 2019) ma sono cessate in un anno 6,93 imprese ogni 100 indice molto evidente che anche a Verona la crisi ha fatto molte vittime e che il fenomeno non va assolutamente trascurato (dal 36° posto siamo peggiorati al 62°).


AMBIENTE
Sull’ambiente strada da fare c’è n’è molta: ci collochiamo al 37° posto (prec. 67°) ma siamo superati da tutte le province venete tranne Belluno.
Abbiamo spesso superato i limiti orari previsti per il biossido di azoto peggiorando la posizione al 41°posto con 26 superamenti rispetto ai 3 di Enna e ai 59/60 di Milano, Firenze e Genova che sono le peggiori in Italia.
Peggio ancora per i superamenti orari previsti per i PM10 dove siamo all’86° posto con 44 e per i superamenti orari previsti per i PM2,5 dove siamo al 90° posto con 21 eccessi.
In questo ambito vi è la più grande partita ambientale che la comunità veronese è  chiamata a combattere: modificare le proprie abitudini di mobilità. Una sfida innanzitutto culturale che ci deve coinvolgere tutti.
Consumiamo 264 litri di acqua per abitante all’anno (90° posto) ma purtroppo o per fortuna il territorio ne è ricco ma non possiamo sottovalutare gli sprechi perché anche da noi le riserve scarseggiano in periodi particolarmente aridi.
Produciamo 528,13 kg di rifiuti per abitante all’anno (60° posto) e siamo al 69° posto per raccolta differenziata cioè al 52,69% .
Sul tema rifiuti tanto può fare la municipalizzata comunale ma soprattutto tanto possono fare le scelte quotidiane di ogni cittadino. Differenziare correttamente i rifiuti, ridurre la quantità dello spreco e degli imballaggi dovrà essere il nostro impegno con l’obiettivo, magari, di guadagnare 3 punti percentuali all’anno.
Per ogni km² di superficie urbanizzata circolano a Verona 3.822,92 automobili, 1.145,38 per km² nella superficie totale della provincia.
Per quanto riguarda l’energia elettrica, abbiamo un consumo annuo pro capite di 6.986,64 kwh/ab/anno e ci collochiamo al 89° posto.
Siamo invece al 26° posto nella classifica di estensione dei pannelli fotovoltaici installati sugli edifici pubblici con 3,62m² ogni 1000 abitanti.
Sulla densità delle piste ciclabili siamo al 29° posto con 48,9 km ogni 100 km² di superficie.
Per quanto riguarda invece le aree verdi a Verona abbiamo 17,10mq ogni 100 abitanti alla 67° posizione della classifica. Ma saliamo al 36° posto per la densità del verde urbano: 4,09% della superficie.
Importante invece la diffusione degli autoveicoli elettrici e ibridi sul totale degli autoveicoli circolanti 1,4% (12° posto).
22° posto per l’offerta di trasporto pubblico: 3.441 posti/km/abitante

REATI E SICUREZZA
In tema di sicurezza Verona si colloca al 60° posto dal 37° posto della rilevazione precedente in netto peggioramento.
56° posto per i reati contro la persona (ex 38°) e 64° posto per i reati contro il patrimoni (ex 50°).
0,11 omicidi volontari per 100.000 abitanti al 26° posto considerato che le prime 24 città non hanno avuto alcun omicidio.
3,35 omicidi colposi o preterintenzionali per 100.000 abitanti che ci colloca al 64°posto (ex 39°).
I tentati omicidi sono stati 1,3 su 100.000 abitanti al 46° posto, mentre le lesioni dolose e percosse sono state 128,26 su 100.000 abitanti che ci vede al 54° posto.
Le violenze sessuali nel 2019 sono state 8,44 ogni 100.000 abitanti un dato in forte crescita che ci trascina al 75°posto (dal 42°).
92° posto, peggio ancora, per i sequestri di persona che sono stati 2,27 ogni 100.000 abitanti (ex 52°).
Nei reati legati al traffico di stupefacenti Verona migliora la posizione dal 31° al 24° posto con 41,31 reati ogni 100.000 abitanti, come nello sfruttamento della prostituzione 1,19 reati per 100.000 abitanti dal 91° al 72° indice comunque dell’estrema diffusione del fenomeno.
Scippi e borseggi si incrementano e passano dall’81° posizione all’ 87° con 236,63 scippi ogni 100.000 abitanti.
I furti d’auto salgono a 47,04 furti ogni 100.000 abitanti con una posizione al 46°posto mentre i furti in appartamento salgono a 350, 08 ogni 100.000 al 72°posto; 1.244 furti ogni 100.000 abitanti (84° posto).
Le estorsioni invece sono state 9,41 ogni 100.000 abitanti: 15° posto ( ex 25°) mentre le rapine in banca e uffici postali sono state 0,65 per 100.000 abitanti (52°posto ex 25°).
Nelle altre rapine siamo al 83° posto  (ex 72°) con 33,96 per 100.000 abitanti mentre siamo al 17° posto ( ex 22°) con 237,38 reati ogni 100.000 abitanti per le truffe e frodi informatiche.

SICUREZZA SOCIALE
In tema di sicurezza sociale Verona si colloca al 14° posto, nel primo gruppo a livello nazionale, dal 42° dell’anno scorso.
Quest’anno la dimensione della sicurezza sociale, solitamente articolata in 8 indicatori, ricomprende tre ulteriori indici per catturare l’effetto determinato dall’attuale crisi pandemica.

Partiamo dagli infortuni sul lavoro: Verona si colloca al 97° posto con 38,05 infortuni ogni 1.000 occupati (precedente 98°); seguono i morti per tumore con 28,77 decessi ogni 100 morti e saliamo al 79° posto dal 58°. Stabile alla 15° posizione invece la Sicurezza Stradale: i morti e feriti per incidenti stradali sono stati nel 2019 132,94 ogni 100; migliora invece il dato dei suicidi 7,37 ogni 100.000 abitanti dal 76° al 61° posto.

Verona si colloca al 12° posto per il tasso di disoccupazione giovanile pari al 15,35% tra i giovani dai 18 e i 24 anni. Al 14° posto per i reati a sfondo sessuale contro minori pari a 0,97 casi ogni 100.000 abitanti (ex 42° posto). Le dimissioni in pazienti in TSO sono state 4,54 ogni 100.000 abitanti collocandoci al 23° posto della classifica nazionale. 8,70 disabili ogni 1.000 residenti che ci vede stabili alla 26° posizione.

Ma veniamo agli indicatori inseriti quest’anno con la pandemia: per quanto riguarda il Tasso di variazione della mortalità rispetto al quinquennio 2015-2019 tra gli under 65 anni ci collochiamo all’ 87° posto con un tasso a -1,48%, nel Tasso di variazione della mortalità rispetto al quinquennio 2015-2019 tra gli over 65 anni siamo al 78° posto con una crescita del 18,02%, infine l’incidenza del Covid-19 con 16,06 casi registrati ogni 1.000 abitanti che ci colloca al 65° posto della classifica.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE CAPITALE UMANO

Ottima la posizione in questo capitolo: Verona si colloca al 5° posto nazionale, prima nel Veneto, migliorando dal 7° posto del 2019 e si pone davanti alla blasonata Milano.

Siamo al 37° posto nella classifica della partecipazione alla scuola d’infanzia con il 93,5%, stabili al 7° posto nella classifica delle persone in possesso almeno di un diploma di istruzione secondaria con il 71,10% della popolazione tra i 25 e i 64 anni; scendiamo però al 28° posto (prec. 13°) tra le persone in possesso di laurea e altri titoli terziari nel range tra i 25 e i 39 anni con il 29,80%.

Balziamo al 3° posto nazionale dal precedente 16° nella classifica della partecipazione a programmi di formazione continua degli adulti (25-64 anni) quasi ad evidenziare la volontà di continua formazione e di approfondimento successivamente all’età canonica universitaria; siamo al 14° posto nella competenza alfabetica degli studenti con una media di 209,30 punti su un massimo di 214,20. Ancora al 12° posto nella competenza numerica degli studenti con 213,10 punti su 223,90.

POPOLAZIONE

Migliora di una posizione dalla 14° alla 13° la classifica sulla popolazione: la dimensione della popolazione, a causa delle proprietà delle variabili demografiche che compendia al suo interno, presenta una elevata stabilità nel tempo, dunque le tendenze già osservate negli scorsi anni risultano complessivamente confermate.

Ci collochiamo al 45° posto nella classifica sottodimensione associata negativamente con la qualità della vita (prec. 51°) mentre siamo al 7° posto nella classifica sottodimensione associata positivamente con la qualità della vita (prec. 5°)

Siamo all’85° posto della densità demografica con 300,19 residenti per kmq; con 35,31 emigrati ogni 1.000 residenti ci collochiamo al 69° posto (prec. 84°) evidenza che i veronesi emigrano meno. Per contro calano a 39,13 ogni 1.000 residenti in numero degli immigrati passando dalla 12° alla 28° posizione. A Verona ci sono stati 9,62 morti ogni 1000 residenti e in questa particolare classifica ci collochiamo al 21° posto dal 16° precedente. Siamo stabili all’11° posto nella classifica dei nati vivi ogni 1000 residenti con 7,68 nati. Infine siamo stabili al 41° posto con 2,35 come numero medio di componenti per famiglia.

SISTEMA SALUTE

Nella classifica del sistema salute Verona è al 34° posto (prec. 36°). A partire dallo scorso anno, a causa della assenza di informazioni statistiche aggiornate al livello territoriale provinciale, sono stati eliminati 4 indicatori, relativi all’organico degli istituti di cura, ed è stata aggiornata la sottodimensione relativa alle apparecchiature diagnostiche, che dal 2019 prende in considerazione le grandi apparecchiature, quali gli acceleratori lineari, le gamma camere per scintigrafia, i tomografi per imaging a risonanza magnetica e i tomografi lineari computerizzati.

Per quanto riguarda la classifica della sottodimensione posti letto nei reparti specialistici, Verona si colloca al 31° posto (prec. 29°), per la classifica della sottodimensione apparecchiature diagnostiche siamo saliti al 43° posto dal 47°, per la classifica dei posti letto in ostetricia e ginecologia siamo scesi al 26° posto dal 16° del 2019 con 25,31 posti per 100 mila abitanti.

Nella classifica dei posti letto in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche a Verona abbiamo 21,31 posti per 100 mila abitanti e ci collochiamo al 34° posto (prec. 46°); per la classifica dei posti letto in terapia intensiva e terapia intensiva neonatale abbiamo 14,28 posti per 100 mila abitanti e scendiamo al 15° posto dall’ 8° precedente. Siamo al 79° posto (prec.82°) con 4,43 posti letto per 100 mila abitanti nei reparti di oncologia.

Stabili all’8° posto in classifica a 1,08 acceleratori lineari per 100 mila abitanti, mentre siamo al 67° posto (prec. 60°) con 0,32 camere Gamma ogni 100 mila abitanti. Saliamo al 16° posto (prec. 26°) nella classifica del numero di apparecchiature per imaging a risonanza magnetica pari a 2,8 apparecchiature ogni 100 mila abitanti. Infine siamo solo al 97° posto (prec. 95°) con 1,72 tomografi assiali computerizzati ogni 100 mila abitanti.

“Se ci concentriamo nella tabella sopra, evidenziamo come il calcolo dei 3 nuovi indicatori sul Covid-19 applicati nei 5 cluster con cui abbiamo suddiviso la nazione, mediterraneo, francigena, padana, adriatica e metropolitana, ci consente di valutare dei fattori che potrebbero aver favorito la diffusione del virus. Dalla lettura della tabella, appare evidente come la pandemia abbia avuto un incremento della mortalità nelle fasce più deboli della popolazione (> di 65 anni), con valori molto al di sopra della media nazionale nel cluster Padano, dove la variazione percentuale supera 40%. Quanto all’incidenza dei casi di Covid, il cluster Mediterraneo presenta un valore – circa 9 casi per 1.000 abitanti che si attesta molto al di sotto di quello riscontrato negli altri cluster, dove all’8 novembre si registrava una incidenza compresa fra 16 e 19 casi per 1.000 abitanti.

Ad oggi, appare evidente che la diffusione del contagio sia influenzata da comportamenti che incrementano la frequenza dei contatti sociali, mentre le differenze riscontrate nei tassi di mortalità risentono evidentemente della differente struttura demografica (fotografata dalla dimensione della popolazione) e ospedaliera (catturata dalla dimensione del Sistema salute). Nel complesso, l’interazione tra tali fattori potrebbe spiegare perché la pandemia ha colpito in maniera differenziata le province italiane. In conclusione, la lettura trasversale resa possibile dalla classificazione in cluster consente di delineare un quadro più nitido e dettagliato delle tendenze che caratterizzano la qualità della vita delle province italiane, sia nel complesso, sia con riferimento all’attuale pandemia.”  Rif. l’impatto dell’epidemia Covid nei cluster provinciali – Italia Oggi

TEMPO LIBERO

Male, come quasi tutto il Veneto del resto, la posizione di Verona nella classifica del tempo libero solo al 55° posto.

Nella classifica della sottodimensione delle strutture dedicate al turismo ci collochiamo al 60° posto mentre in quella della Classifica sottodimensione delle strutture dedicate al tempo libero alla 53° posizione. Per quanto riguarda il numero degli Agriturismo siamo a 10,20 attività per 100 mila abitanti pari al 43° posto della classifica. Come numero di alberghi siamo a 60,88 strutture ogni 100.000 abitanti al 25° posto, mentre come numero di ristoranti siamo a 73,14 strutture ogni 100.000 abitanti pari alla 34° posizione, i bar e le caffetterie invece sono 52,09 ogni 100.000 abitanti corrispondente al 82° posto della classifica.

Per quanto riguarda il tempo libero a Verona abbiamo 1,41 sale cinematografiche ogni 100 mila abitanti (55° posto), abbiamo 6,73 palestre per 100 mila abitanti (38° posto) e 15,41 associazioni ricreative, artistiche, culturali ogni 100 mila abitanti (49° posto), solo 4,77 librerie per 100.000 abitanti (60° posto).

REDDITO E RICCHEZZA

Infine nella classifica del reddito e della ricchezza Verona si colloca al 17° posto con un balzo dal 38° del 2019 evidenza del benessere diffuso del tessuto economico veronese e dell’incremento della liquidità in quest’ultimo anno.

Nella classifica della sottodimensione positivamente associata con la qualità della vita Verona è al 27° posto (prec. 25°) mentre nella classifica della sottodimensione negativamente associata con la qualità della vita siamo al 13° posto rispetto al 39° del 2019.

Il reddito medio disponibile pro capite è di 20.480,7 euro e questo ci colloca al 26° posto rispetto al 32° dell’anno precedente, la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti è di 22.239,7 euro per un 31° posto da un 18° dell’anno precedente segno evidente del calo del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti generato anche dalla crisi economica che ha colpito soprattutto le attività turistiche.

L’importo medio annuo delle pensioni dei veronesi è di 18.604,7 euro per pensionato stabile al 44° posto ma migliora la ricchezza patrimoniale pro capite del veronese medio che sale a 200.654,2 euro per abitante al 16° posto dal 19° del 2019.

Sale a 1.622,2 euro il prezzo al mq appartamento nuovo in zona semicentrale alla 62° posizione (prec. 69°); sale anche dello 0,29% la variazione dei prezzi al consumo portandoci al 31° posto rispetto al 76° dell’anno passato.

Salgono solo dello 0,50% le sofferenze bancarie dei prestiti alle famiglie collocandoci al 4° posto rispetto il 49° del 2019, mentre si mantiene in crescita del 7,7% il numero di percettori di pensioni di basso importo al 29° posto.

Questa indagine sulla qualità della vita a Verona ci consente di approfondire temi apparentemente scontati avvalorati però dalla forza dei numeri. Ci consente di sviluppare scelte e strategie di sviluppo e di crescita. I risultati potranno essere monitorati e confrontati con le indagini future.

Famiglia è Futuro si pone come interlocutore e suggeritore di proposte e richieste di intervento agli stakeholders e vuole confrontarsi con l’Amministrazione della città.

Berardo Taddei

Fonte: https://www.italiaoggi.it/qualita-vita

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