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Famiglia è Futuro chiede a Zaia di riaprire le scuole

COMUNICATO STAMPA

Grigolini: “ZAIA riveda la sua decisione e riapra le scuole. Improvvisazione e paura rischiano di vincere sul buon senso e di uccidere il futuro dei nostri ragazzi. Le scuole sono luoghi sicuri, restino aperte con le accortezze necessarie”

Verona, 5 gennaio 2021: FAMIGLIA È FUTURO esprime forte critica rispetto alla posizione improvvisa e inattesa della Regione Veneto: «È necessario ridefinire le priorità, rivedendo del tutto le scelte che ricadono sulle generazioni che in futuro dovranno occuparsi della ricostruzione di questo paese.  A 10 mesi dall’inizio della pandemia, dopo mesi trascorsi a mettere in sicurezza le scuole, la Regione Veneto deve garantire trasporti potenziati e l’accesso alle scuole, in quanto luoghi sicuri in conformità alle linee guida del CTS» così Filippo Grigolini, presidente di Famiglia è Futuro.

«I trasporti pubblici, seppur in ritardo, sono stati potenziati. Le famiglie si adoperano con l’accompagnamento dei figli. Le scuole rispettano tutte le regole imposte e statisticamente rappresentano solo il 2% dei focolai. L’alto tasso di positività generale spaventa Zaia ma non è motivo sufficiente per chiudere ancora i ragazzi in casa privandoli della socialità e delle relazioni che la loro età richiede per uno sviluppo equilibrato: si tutelino anziani e pluripatologici a rischio ma senza uccidere il futuro dei nostri figli» ha rimarcato Elena Fasoli consigliere in Ottava Circoscrizione.

«La soluzione più facile non è sempre quella giusta, serve uno sforzo importante per identificare percorsi idonei per la protezione della popolazione» ha sottolineato Antonio Zerman, vice presidente di Famiglia è Futuro. «Siamo consapevoli dell’importanza di tutelare gli anziani e i soggetti a rischio, ma non può essere fatto a spese dei giovani: stanno subendo un processo di alienazione dalla società grazie alla totale immersione nel web, il tutto a spese dell’apprendimento e delle loro capacità relazionali. È possibile e doveroso trovare soluzioni flessibili che permettano ai giovani di riprendere le lezioni in presenza, evitando altri danni da COVID come l’utilizzo di psicofarmaci e le patologie psichiatriche che purtroppo stanno crescendo anche tra i giovani».

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